Cremazione

La cremazione è la pratica di ridurre, tramite il calore, un cadavere nei suoi elementi base (gas e frammenti ossei).
Contrariamente a quanto si possa pensare, la cremazione non riduce il cadavere in cenere: i resti di tale pratica sono frammenti ossei friabili che, in un secondo momento, vengono sminuzzati fino a formare una cenere successivamente custodita in un’urna sigillata.

In base alle volontà, le ceneri possono essere :
– tumulate in nicchie ossario, loculi o tombe di famiglia
– disperse in luoghi pubblici o privati appositi previa autorizzazione
– date in affido (previa autorizzazione comunale) ad un famigliare, il quale le potrà conservare nella propria abitazione con le responsabilità conseguenti (previste dalla legge n.130 del 30 marzo 2001).
La posizione della Chiesa nei confronti della cremazione è andata a mutare nel corso degli anni.
Il primo passo di avvicinamento della Chiesa alla cremazione avvennì nel 1963, con l’istruzione “Piam et constantem”, l’allora Santo Uffizio stabilì che la cremazione non è di per sé contraria alla religione cristiana.
Oggi la congregazione vaticana per la Dottrina della fede chiarisce che la cremazione del cadavere non è vietata in quanto non tocca l’anima e non impedisce all’onnipotenza divina di risuscitare il corpo.
Sottolinea di non accettare la dispersione delle ceneri dei defunti “nell’aria, in terra o in acqua o in altro modo” né la loro conversione “in ricordi commemorativi, in pezzi di gioielleria o in altri oggetti” e nel caso che il defunto avesse notoriamente disposto la cremazione e la dispersione in natura delle proprie ceneri per ragioni contrarie alla fede cristiana si devono negare le esequie, a norma del diritto.
Essa raccomanda insistentemente che i corpi dei defunti vengano seppelliti nel cimitero o in altro luogo sacro adatto al ricordo della morte.